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trio

A casa di amici


di komesideve
26.11.2025    |    6.777    |    1 9.1
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Quando finii (nel preservativo), Marta si girò, mi baciò la guancia e poi baciò Luca sulla bocca..."
Erano le nove di sera quando suonai alla porta del loro appartamento in zona Navigli.
Luca aprì subito, un po’ nervoso, maglioncino blu, sorriso teso.
«Ciao… entra, ti stavamo aspettando.»
Marta era in cucina, indossava un vestitino grigio chiaro aderente, niente reggiseno, i capelli raccolti in una coda morbida. Mi salutò con due baci sulle guance, poi abbassò lo sguardo per un secondo: era già imbarazzata, ma in senso buono.
Ci sedemmo sul divano grande. Parlammo per una ventina di minuti di tutto e niente: lavoro, viaggi, il cane che avevano appena adottato. Le solite cose che si dicono per sciogliere la tensione. Luca ogni tanto mi guardava e sorrideva, come a dire “sappiamo tutti perché sei qui, ma stiamo calmi”.
Poi Marta si alzò, prese tre bicchieri d’acqua e, mentre tornava, disse piano:
«Possiamo… vedere?».
Luca annuì. Io mi alzai, slacciai la cintura, abbassai la zip.
Lo tirai fuori tenendolo in mano, ancora semi-morbido.
Il silenzio durò qualche secondo.
Marta si portò una mano alla bocca, non per lo shock da film porno, ma per una specie di stupore sincero.
«Cavolo… è proprio… tanto» mormorò.
Luca si limitò a un «Sì, lo so» quasi divertito, ma con la voce un po’ roca.
Marta si avvicinò, si sedette sul tavolino davanti a me e lo prese delicatamente tra le dita.
«Posso?» chiese. Annuii.
Lo accarezzò piano, lo girò, lo osservò come se fosse la prima volta che vedeva un cazzo così da vicino (forse lo era).
Luca si era seduto accanto a lei, vicinissimo, e guardava ogni movimento.
«Senti quanto è caldo» disse lei al marito, guidandogli la mano.
Luca lo sfiorò appena, poi ritrasse la mano come se scottasse, ma sorrise.
Passammo in camera da letto. Luci soffuse, lenzuola bianche.
Marta si spogliò lentamente, restando solo con un perizoma nero.
Si sdraiò sul letto, io mi misi accanto a lei. Luca prese la sedia dall’angolo e si sedette a un metro dal letto, le mani sulle ginocchia.
Cominciai a baciarla piano sul collo, poi scesi sui seni. Lei chiuse gli occhi e sospirò.
Dopo qualche minuto mi spostai tra le sue gambe, le tolsi il perizoma e la leccai lentamente.
Si bagnò subito, tantissimo.
Luca guardava in silenzio, ogni tanto si sistemava nei pantaloni.
Quando fu pronta, Marta guardò il marito:
«Vuoi che lo faccia io o vuoi aiutarmi tu con il preservativo?»
Luca si alzò, prese il pacchetto dal comodino (eravamo stati chiari: la prima volta sempre con).
Me lo srotolò addosso con le mani che gli tremavano appena.
Poi tornò a sedersi.
Marta si mise a cavalcioni sopra di me, di spalle verso Luca così che vedesse tutto.
Si lubrificò con calma, poi prese il mio cazzo e lo puntò.
Prima solo la cappella. Un respiro profondo, un piccolo gemito.
«Fa impressione all’inizio» disse, più a se stessa che a noi.
Poi scese piano, un centimetro alla volta, fermandosi ogni tanto.
Quando arrivò a metà si fermò, appoggiò le mani sulle mie cosce.
«Ok… ok… ci sono» sussurrò.
Luca si era avvicinato, ora era in ginocchio accanto al letto.
Le accarezzava una gamba, le baciava la spalla.
«Stai andando benissimo, amore» le disse.
Marta iniziò a muoversi lentamente, su e giù, abituandosi.
Ogni tanto guardava il marito negli occhi.
«Sento che è… tanto più dentro» disse piano.
Luca sorrise, le baciò la fronte.
Dopo qualche minuto cambiò ritmo, più sicura.
Io le misi le mani sui fianchi e la accompagnai, senza spingere troppo.
Lei chiuse gli occhi, la testa indietro, i gemiti sempre più profondi.
Quando venne la prima volta fu un lungo sospiro spezzato, tutto il corpo che tremava.
Si chinò in avanti, mi abbracciò, poi cercò la mano di Luca e la strinse forte.
Restammo così un po’.
Poi lei si girò, si sdraiò accanto a me e baciò il marito, a lungo, con la lingua.
«Grazie» gli disse.
Luca aveva gli occhi lucidi, ma sorrideva.
Continuammo ancora per un po’, cambiò posizione, a quattro zampe, io dietro, Luca seduto davanti a lei che le teneva la mano.
Quando finii (nel preservativo), Marta si girò, mi baciò la guancia e poi baciò Luca sulla bocca.
Nessuno parlò per qualche secondo.
Poi Luca, con la voce bassa:
«Grazie a te».
Marta rise piano, imbarazzata ma felice.
«Ci rivediamo presto?» chiese.
Ci rivestimmo, bevemmo un altro bicchiere d’acqua in cucina.
Ci salutammo sulla porta con abbracci veri, non di circostanza.
Mentre scendevo le scale ricevetti il loro messaggio:
“È stato bellissimo. Quando vuoi, torna.”
E io sono tornato.
..
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